Per affrontare al meglio un corridoio d'ospedale devi guardare nel nulla, in quel punto imprecisato che sta tra gli occhi e il naso. I colori che hai intorno - celeste, bianco, grigio e verde - trasformali in pietre di nessun pregio, perline sacrificabili in cambio di viveri e donne indigene. Dell'odore di alcool e feci fanne qualcosa di trascurabile e delicato, tipo l'origami di un cigno che non ha mai volato. Gli infermieri ciabattano intorno, quello è il loro mestiere, folletti sorridenti e dolci euchessine per l'anima ingolfata dei parenti. Ecco, sei arrivato. La camera è quella che stanno rifacendo, dove tu sei fastidioso come un vecchio zio che viene a trovarti la domenica mattina, fumando MS e snocciolando tristezze di quand'era felice.
Tua madre ti sorride, perché pensa che sei venuto per portarla a casa.
Non è così, però. Non è mai così, perché i finali, se ci pensi, li scrivono tutti uguali.
E allora la pettini con cura, le versi l'acqua sgasata e le racconti di come sta bene per essere quasi andata. Poi ti giri e la vedi. E la tua vita ruota intorno a quella cosa, il tuo cervello si mette a fare la bandiera, come un bagnino magro aggrappato a un palo di legno sulla spiaggia di Cerenova.
La goccia della flebo.
È così lenta che non può servire a niente. Ma la tua mente adesso è lucente e articola un concetto, una risposta trasversale, e tu metti su quel sorriso da poeta micidiale.
La goccia è troppo veloce per l'occhio umano.
No, non ci siamo: il discorso è diverso.
La goccia è come la lancetta dei minuti dell'orologio, veloce e lenta allo stesso tempo. Cresce la goccia di fisiologica, si fa bolla, cola nel tubicino, entra nell'agocannula, esplode nelle vene. Non c'è niente di più veloce, niente di più lento, niente che distorca e strazi di più il tempo.
Guardi il pettine ed è pieno di capelli.
Il comodino è pieno di riviste.
Tutto intorno, all'improvviso, c'è troppa roba che gira veloce e scopri di far parte tuo malgrado di una generazione Mtv: immagini spettacolari, niente contenuti, musica che interrompe la pubblicità, ti trucco la macchina, ti costruisco una casa che assomiglia a una nave, ne parliamo domani.
E tua madre, che vuole parlare subito di tutto, è sempre stata più veloce di te, del tuo pensiero laterale, della tua multimediale carenza di stimoli.
Lei sparecchiava che ancora non avevi finito di mangiare, faceva i piatti quando dormivi, la spesa in quei tempi morti che si incolonnano tra una seduta al bagno e una telefonata per il calcetto.
Tu giochi, porti il pallone e le magliette.
Lei non gioca, non più.
E il tempo, in ospedale, è ancora prigioniero di quella flebo.
Troppo veloce, troppo lento.
Troppo anche per te, che hai spalle normali e poca propensione a immaginare quello che va oltre la pausa-pubblicità.
Ma un trucco ce l'hai, sei nato prematuro, fregando un ginecologo, tuo padre e l'astrologo.
Troppo veloce, troppo lento, troppo furioso.
Saluti e ti allontani. Visto da dietro, sembri piccolo e stanco, ma sei solo un parente che è arrivato troppo tardi per chiedere al dottore qualcosa che già sa.
Sei una goccia nella flebo, una sveglia radiocontrollata, un foglio di calendario da macelleria dell'anno vecchio, con sopra un appunto scritto da tua madre:
zucchero, sale, pappa per i gatti, patatine pai.
Queste sono le cose che fanno più male, perché dovresti saperle e non le sai.



Lorenzo Bartoli non possiede una propria biografia ma se ne sta scrivendo una.
Noi possiamo dirvi che è uno scrittore con all'attivo tre romanzi ("Bambole", "Overminder", "Cuori da Bar"), che è uno sceneggiatore di fumetti ("John Doe", "Detective Dante") e che nel tempo libero è il direttore artistico dell'Eura Editoriale.
QUESTO è il suo blog.

15 commenti:

RRobe ha detto...

Ecco, questo m'ha fatto male.
Davvero bello.
Potessi, ti darei due voti.

CdR National Briar ha detto...

Il fatto che ti sia piaciuto tanto mi rende vincitore morale! Grazie.
Lollo

lula ha detto...

mi piace tanto, lollo.
ma te l'avevo già detto, sì?

sraule ha detto...

Davvero bellissimo e non c'è altro da dire.

CdR National Briar ha detto...

Grazie, belle ragazze! Confesso che sto un po' indietro con le mie letture veloci, ma quello di Lula lo conoscevo e lo apprezzavo già da un po'...

IL GABBRIO ha detto...

Prof...sinceramente, mi ha spezzato in due...sul serio, ti arriva nello stomaco come un pugno, ma ti lascia soddisfatto!

Planetary ha detto...

Molto bello :)
Nulla di più

Slum King ha detto...

madonna Lorenzo che racconto. Fa gelare il sangue nella sua cruda bellezza. Il voto è strameritato

Gisel_B ha detto...

saro' banale, ma mi sono commossa.

IL GABBRIO ha detto...

@ Slum King

Avevi qualche dubbio in proposito? ; )

invarchi ha detto...

L'interpretazione più originale in assoluto. Davvero spiazzante.

Complimenti.

Ele ha detto...

non credo di poter aggiungere molto ai commenti già fatti... quindi, semplicemente, bello, davvero!

bonats85 ha detto...

Bello

Valeria ha detto...

un tema di per sé patetico e che,quindi,potrebbe tendere alla banalità. Invece è originale e ti attanaglia sin dal primo rigo

Lollo ha detto...

Non mi collegavo da un po' e ho trovato davvero una marea di voti per il mio raccontino. Grazie a tutti.